Opera al rosso

Rubedo: la tensione alla scoperta del compimento del Sé                                     Quello che ci offre Jelena Panjkovic è la rappresentazione di un percorso spirituale intrapreso, richiamandosi all’antica pratica dell’alchimia, la disciplina esoterica volta alla comprensione unitaria dell’universo, dai fenomeni astrali alla genesi delle malattie, dalla struttura della psiche, fino al senso della vita umana. L’alchimia è anche una filosofia di vita, una forma di arte magica volta alla ricerca della felicità e della verità attraverso le trasformazioni della materia. Questo offre un’esperienza di crescita spirituale e morale: infatti l’alchimista trova attraverso le sue ricerche la liberazione e la purificazione spirituale. L’installazione di Jelena Panjkovic materializza quei connotati esoterici e mistici oltre a una valenza psicologica. Immagini che fanno emergere riflessioni metafisiche e filosofiche consce e inconsce e come l’alchimia, l’arte tende a un linguaggio criptico e simbolico restando sospesa in un universo interiore e soggettivo. Si lascia così al singolo la libertà di interpretare e cogliere uno specifico messaggio creando un diretto rapporto con lo spettatore. Attraverso un linguaggio metaforico e allegorico l’artista esprime la sua visione della vita, inventando una simbologia alchemica contemporanea dove coglie nel microcosmo dei “simboli” capaci di rappresentare il macrocosmo. L’opera è quindi la proiezione nel mondo materiale degli archetipi dell’inconscio collettivo, diventando la rappresentazione dell’itinerario psichico della coscienza di sé e della liberazione dell’io dai conflitti interiori. L’artista nel creare va dall’intenzione alla realizzazione, passando per le sue reazioni soggettive non necessariamente coscienti, almeno esteticamente. Resta quindi una “distanza” tra ciò che l’artista ha immaginato e l’oggetto d’arte che si carica di energia attivata dallo spettatore. Il percorso di Jelena Panjkovic conferma quell’ “alterità” propria degli artisti, che si distinguono dalle persone normali e come gli alchimisti sentono il bisogno di creare qualcosa che resti nel tempo, qualcosa di immortale capace di plasmare la realtà. L’alchimista e l’artista infatti condividono la stessa ambizione: creare per trasformare se stessi e il mondo e si avvalgono entrambi della “trasmutazione”. L’artista Panjkovic così come un alchimista non separa la dimensione materiale da quella simbolico-filosofica. La strada che ella indica trasforma il fare artistico nella ricerca metaforica dell’immortalità e nel superamento dei confini dell’esistenza umana. Se nell’“arte regia” questo processo è simboleggiato dalla trasmutazione dei metalli semplici in oro, diviene nell’arte la trasformazione della materia e degli oggetti quotidiani in opere portatrici di molteplici messaggi. Al termine del magistero alchemico, dal buio della nigredo, attraverso il chiarore dell’albedo si tende a giungere al calore rosso solare della rubedo. La fase finale del percorso è segnata dal rosso, dalla forza evocatrice legata al colore del sangue e del fuoco, portatore di luce e colore della vita.

Antonella Pesola, Perugia, febbraio 2016

foto opere:

Opera-al-Rosso_catalogo.pdf

foto mostra ‘Opera al Rosso’, presso il Centro per l’arte contemporanea Trebisonda, Perugia, 1 – 17 aprile 2016